Fondazione E4Impact


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Fondazione E4Impact

Formare imprenditori africani per dare impulso allo sviluppo responsabile del continente

Lo sviluppo del continente africano è sempre più oggetto di discussioni e interventi a livello internazionale, ancora di più oggi alla luce dei drammatici fenomeni migratori.
 
Ma come si può realizzare?  Due sono i fattori che rimangono imprescindibili: i capitali finanziari e il capitale umano. Anche se non c'è dubbio che l'accesso al credito e i tassi di interesse bancari, spesso molto elevati, rappresentino un problema, è altrettanto vero che il continente attrae crescenti investimenti diretti esteri e ingenti capitali alla ricerca di rendimenti.
Ciò che rimane carente è il capitale umano: tecnici, professionisti, e imprenditori preparati.

Investire sul capitale umano, in particolare sui giovani, è stata la scelta strategica e innovativa del progetto E4Impact lanciato da ALTIS Università Cattolica nel 2010 con l'obiettivo di rispondere alla sfida di formare in Africa una classe imprenditoriale attenta all'impatto sociale e ambientale delle proprie attività e capace di generare posti di lavori diretti e nell'indotto. 

L'idea embrionale del progetto risale al 2005 quando, su richiesta della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, l'allora Rettore dell'Università Cattolica, prof. Lorenzo Ornaghi, incaricò ALTIS di sviluppare, un "Master in management per lo sviluppo"  rivolto a un gruppo selezionato di giovani manager africani.

L'impatto positivo del master sulla preparazione dei 18 studenti provenienti da 17 Paesi dell'Africa Sub-Sahariana fu subito evidente. L'avvento della crisi economica però rese molto difficile il finanziamento delle borse di studio necessarie a proseguire l'esperienza di un master residenziale in Italia. 
Si decise quindi di organizzare il Master direttamente in Africa così da ridimensionare i costi e sviluppare contenuti e metodi più idonei al contesto locale, aprire le porte ad un numero più ampio, seppur sempre selezionato, di partecipanti e contribuire allo sviluppo degli atenei locali attraverso  partnership con centri di eccellenza internazionali.

"for job creators 
not for job seekers"

MBA pilota: Kenya

Nel 2010 fu scelto il Kenya, paese sufficientemente stabile e perno dell'Africa Orientale. Tre furono le scelte di posizionamento assunte: 

  1. allearsi con l'Università Cattolica di Nairobi e renderla la vera protagonista del programma, così da contribuire anche allo sviluppo delle competenze accademiche locali;
  2. distinguersi dagli MBA tradizionali già disponibili nel Paese, realizzando un programma per nuovi imprenditori attenti all'impatto sociale della loro azione;
  3. ​rivolgersi alla crescente classe media offrendo un prodotto di alta qualità ad un costo sostenibile.

Una formula di successi

Lavorando fianco a fianco con l'Università di Nairobi, analizzando le necessità e ascoltando le richieste dei partecipanti, si è delineata l'attuale formula, che prevede 40 giorni di formazione in aula abbinata a formazione interattiva on-line. Il programma accompagna l'imprenditore nella sua attività mettendo a sua disposizione un consulente aziendale per perfezionare e rendere concreta la sua idea di business.
Questa formula, disegnata per consentire ai giovani imprenditori di continuare a occuparsi della propria attività anche durante il periodo di formazione, si è dimostrata una scelta di successo.


Internazionalizzazione: un'opportunità per le imprese italiane

L'MBA rappresenta anche un'importante strumento per le piccole e medie imprese italiane che vogliono esplorare le opportunità esistenti in un mercato ad alto potenziale come quello africano. 
Finanziando una borsa di studio che permette ad un giovane imprenditore africano di talento di frequentare il Master, le imprese instaurano un rapporto diretto con un giovane formato secondo standard internazionali e seguito da un business coach per tutta la durata del progetto, dal quale ricevono  un servizio di tipo consulenziale, dedicato e di qualità, per la propria impresa (ricerche di mercato, interviste a potenziali clienti e distributori, attività per predisporre un'unità produttiva, sviluppo di relazioni, stesura delle proiezioni finanziarie e del business plan).  

A questa formula hanno fatto ricorso già diverse piccole e medie imprese italiane, attente all'impatto sociale e ambientale del proprio operato e interessate a entrare nel mercato africano: dalla produzione di macchine per la realizzazione di contenitori in PET ai prodotti per la zootecnia e l'agricoltura; dai macchinari per la trasformazione dei pomodori alla produzione di detergenti e sanificanti.

Alcune aziende champion di "First Step Africa"

  • Idroepurazione S.r.l., parte del consorzio Idro Group, ha finanziato due borse di studio, una in Uganda e una in Ghana, per condurre analisi di mercato e realizzare studi di fattibilità per vendere impianti di idrodepurazione nei due paesi
  • Sipa, parte del gruppo Zoppas Industries, a fronte del finanziamento di 2 borse di studio che hanno permesso a due ingegneri Ghanesi di frequentare il master, ha ricevuto uno studio di mercato completo di analisi sulla logistica e dazi nel Paese

Obiettivi per il futuro

Nella primavera del 2015 un gruppo di protagonisti di spicco dell'imprenditoria e della vita economica italiana - Gruppo Moratti, Mapei, Salini-Impregilo, Bracco ed ENI - si è interessato al progetto di E4Impact apprezzandone il valore imprenditoriale, ma scorgendovi anche quello politico. E4Impact infatti, puntando tutto sulla mobilitazione delle energie e sulle capacità dei locali, a partire dai giovani, può costituire una risposta, piccola ma emblematica, al drammatico fenomeno migratorio che da anni interessa e lega Africa e Europa. 
Il progetto - nato in grembo all'Università Cattolica e cresciuto grazie al contributo scientifico e didattico di ALTIS - è così diventato una fondazione: la Fondazione E4Impact.


I protagonisti

Jacqueline Kiage arriva al Master di E4Impact con l'idea di commercializzare in Kenya una gamma di lampade solari di nuova generazione. Ma dopo pochi mesi ha una brutta sorpresa: una catena di distributori di benzina leader nel Paese le soffia il business. Jacqueline non si scoraggia e riparte. Suo marito è un chirurgo oculista presso un importante ospedale di Nairobi. Con lui progetta un'impresa sociale in grado di offrire servizi oculistici di alta qualità a prezzo accessibile alle comunità della regione sud-occidentale del Kenya. Lavora al progetto nei restanti 6 mesi del Master e, ottenuto il diploma, si rivolge a numerose fondazioni. Raccoglie oltre mezzo milione di dollari e realizza il centro. A distanza di due anni ha assistito oltre 20.000 pazienti e si appresta a realizzare un secondo centro in una diversa area del Paese.

Joseph Nkandu ha fondato ed è il direttore di Nucafe, un consorzio di cooperative di produttori di caffè che lavorano in 19 diversi distretti dell'Uganda. Dopo il Master, Joseph riesce a riunire 155 associazioni di produttori, raddoppiando il volume di prodotto commercializzato e assicurando a ciascun coltivatore un aumento delle entrate familiari.

Stephen Eku, ghanese, è oggi a capo di Emigoh Ghana, un'azienda alimentare che trasforma latte e frutta. È tra i principali produttori di yogurt e succhi di frutta nel Paese, servendo una rete di 3.000 rivenditori nella regione della capitale Accra.


CEO di E4Impact

Mario Molteni è Professore Ordinario di Corporate Strategy presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha fondato ALTIS (Alta Scuola Impresa e Società dell'Università Cattolica) di cui è stato Direttore dal 2005 al 2015. È fondatore e attuale Direttore scientifico del CSR Manager Network. Autore di numerosi libri e articoli in tema di strategia d'impresa e di CSR, dal 2015 è Senior Ashoka Fellow per l'attività imprenditoriale svolta in Africa.


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