Viaggiare in bici aiuta lo sviluppo sostenibile

Viaggiare in modo sostenibile non è più solo una tendenza, ma un modo di vivere il viaggio. Sempre più turisti si dicono sensibili nei confronti della protezione dell’ambiente e delle comunità locali, e molti, nelle loro scelte di mezzi e mete, tengono in considerazione gli impatti generati.

Queste considerazioni hanno dato via al quinto e ultimo “Aperitivo di ALTIS”, del 12 giugno 2019, serie di eventi organizzati dall’Alta Scuola nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da Alleanza Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Il focus specifico dell’incontro era il cicloturismo, una delle forme di turismo sostenibile con il maggiore potenziale di crescita in Europa, dove il turismo interregionale è un fenomeno costante nel tempo e stimolo verso l'economia locale.

  

Andrea Sartori, consulente senior di ALTIS e moderatore dell'incontro, ha spiegato che il concetto di “turismo sostenibile” non è nuovo, ma negli ultimi anni ha acquisito più rilevanza anche per via del dialogo collettivo sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, indicati nell’Agenda 2030. Il turismo viene infatti citato in tre di essi: promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile (8); garantire modelli sostenibili di produzione e consumo (12); conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine (14). Il cicloturismo, in particolare, contribuisce agli Obiettivi in diversi modi. Ad esempio, comporta una riduzione delle emissioni di gas serra, stimola il turismo in tutte le stagionalità e favorisce una fruizione lenta del territorio e delle sue risorse naturalistiche, culturali ed enogastronomiche.

Il turismo sostenibile secondo lo UNWTO: “Turismo che conduce alla gestione di tutte le risorse in modo tale da soddisfare le esigenze economiche, sociali ed estetiche mantenendo l'integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica e i sistemi di supporto vitale della destinazione.” (1993)

Alla luce della crescente sensibilizzazione verso il turismo responsabile e sostenibile, Ada Rosa Balzan, Responsabile nazionale dei progetti di sostenibilità di Federturismo Confindustria, parla del 2019 come dell’anno del turismo lento. Più che negli anni passati, è evidente la transizione dall’uso della bicicletta come semplice mezzo di trasporto alla sua concezione di strumento per “vivere il percorso” e avere una esperienza immersiva nel paesaggio, nella cultura e nelle tradizioni del territorio.

Non solo salutare alternativa ad altri mezzi di trasporto, la bicicletta è anche uno strumento di sviluppo del territorio, come sottolineato da Roberto Nelli, Coordinatore scientifico di Cattolicaper il Turismo, iniziativa di Università Cattolica volta a studiare il ruolo e il rapporto tra cammini, cliclovie e viaggiatori. Per favorire questo tipo di mobilità e i benefici che apporta sul territorio, nel 2007, l’Unione Europea ha stanziato dei fondi per lo sviluppo di Eurovelo, una rete di 15 ciclovie che percorrono tutto il continente, progetto della ECF (European Cyclists' Federation). Secondo le stime del Parlamento Europeo, il completamento della rete determinerà 14,5 milioni di pernottamenti e 46 milioni di escursioni giornaliere, che genereranno €700 milioni di entrate dalle escursioni e €7 miliardi di ricavi diretti.

Andrea Sartori (ALTIS) e Roberto Nelli (Università Cattolica)

In Italia, FIAB (Federazione Italiana Ambiente Bicicletta Onlus), sta portando avanti il progetto Bicitalia, con l’obiettivo di dotare il nostro Paese di una rete ciclabile che metta in connessione tutte le regioni, valorizzando o recuperando i percorsi esistenti e promuovendo il potenziamento dei collegamenti. Fabio Gon, membro del comitato scientifico di FIAB, ha presentato in aula il progetto, riportando che il valore potenziale del cicloturismo in Italia è stimabile in circa €3,2 miliardi annui (Studio Ambrosetti, 2015). La dimostrazione che tali infrastrutture possono avere un impatto concreto sul territorio viene dal caso della Ciclovia Alpe Adria, percorso ciclabile che unisce Salisburgo (Austria) e Grado (Italia). Esempio di cooperazione transfrontaliera, questa ciclovia ha dotato numerosi piccoli centri del Friuli Venezia Giulia di nuove opportunità di sviluppo economico. Un’altra tendenza ricorrente in varie zone d’Italia, è quella di dotare le ciclovie di accessi diretti alle aziende agricole della zona, favorendo l’esplorazione e la scoperta dei prodotti locali.

  

Il nostro Paese presenta numerosi altri casi di piste ciclabili diventate attrazioni turistiche e strumento di collaborazione sinergica. Come casi studio specifici, sono state presentate tre iniziative: la rete ciclabile dell’Agro Aquileiese (Friuli Venezia Giulia), la rete di strutture ricettive di Adria Bikes Hotel e il tour operator sostenibile Verde Natura.

Tamico Nonino, Vice segretario Generale Unione Territoriale Intercomunale Agro Aquileiese, ha spiegato il valore del cicloturismo nell’ottica dello sviluppo del territorio friulano. Qui si trova lo snodo tra la ciclovia Eurovelo 8 (Mediterranean Route) e la sopraccitata Ciclovia Alpe Adria, un territorio ricco di abitazioni storiche, cantine, tracce della Grande Guerra e luoghi di interesse naturalistico, che con questa iniziativa potranno essere collegati e valorizzati. L’importanza del progetto ha spinto l’UTI a rivolgersi ad ALTIS per elaborare uno studio di fattibilità grazie a cui sono stati ottenuti fondi regionali per complessivi €2,75 milioni.

Marco Oss ha invece raccontato la nascita di Adria Bikes Hotel, di cui è Presidente. Rete di 20 hotel e agriturismi siti nell’area della Venezia orientale, ha l’intento di migliorare il coordinamento turistico del territorio insieme alle Amministrazioni locali. Ogni struttura ha un elevato standard di servizi dedicati al cicloturismo e contribuisce quindi allo sviluppo di questa pratica nell’Alto Adriatico.

Luigi Parmeggiani, fondatore di Verde Natura, ha portato infine l'esempio della sua attività di tour operator incentrato su viaggi di esplorazione lenta del territorio, tramite escursioni a piedi, in bici o in barca. Secondo la sua esperienza, il cicloturista è un turista esigente e consapevole e si prepara minuziosamente prima di partire. Avere servizi di accoglienza su misura (cartellonistica chiara, luoghi dove parcheggiare la bici, siti internet con informazioni aggiornate…) e infrastrutture adeguate e sicure è essenziale per attirarlo e consentirgli di approfittare di tutte le esperienze offerte dal territorio.

  


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