ALTIS e Selex, insieme per promuovere l’educazione alimentare e uno stile di vita sostenibile

Si inaugura comemangio.it, piattaforma web per l'educazione alimentare, promossa da Selex Gruppo Commerciale, insieme all'Alta Scuola Impresa e Società e alla Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

   

«L’uomo è quel che mangia», scriveva il filosofo Ludwig Feuerbach. Corpo e psiche sono indissolubilmente legati e per pensare (e agire) bene è necessario alimentarsi bene.

Per promuovere la sana alimentazione tra i consumatori, è necessario come prima cosa far comprendere in che modo nutrirsi correttamente e quali sono i benefici che questo apporta all’organismo. Anche Selex Gruppo Commerciale, la terza realtà della Grande Distribuzione Organizzata in Italia, ha deciso di impegnarsi in questa direzione. In questi giorni, il Gruppo ha lanciato un nuovo portale web dedicato proprio all’educazione alimentare, sviluppato in collaborazione con l’Alta Scuola Impresa e Società e con la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha elaborato i contenuti. Il sito www.comemangio.it rientra in un più ampio e longevo percorso che è stato intrapreso con il supporto di ALTIS, che ha fornito il contributo scientifico per la misurazione e valutazione degli impatti generati da Selex, e ha fornito elementi utili per la creazione della sua strategia di sostenibilità.

La sostenibilità sta diventando sempre più parte integrante della strategia del Gruppo e per questo il progetto comemangio.it comparirà anche sulle etichette dei prodotti a marchio del distributore (MDD) di Selex e delle altre insegne. In questo modo, i messaggi educativi raggiungeranno i consumatori direttamente a casa, rafforzati dalla presenza del logo dell’Università Cattolica, eccellenza italiana nella ricerca sull’alimentazione.

   

Visita il sito www.comemangio.it

   

I temi del sito «Come Mangio»: alimentazione equilibrata, Dieta Mediterranea e consumo responsabile

Il portale comemangio.it contiene informazioni utili per comprendere meglio il valore di ciò che si mangia. Vengono illustrati nel dettaglio i nutrienti apportati dagli alimenti presenti nei vari gruppi alimentari (latte e derivati; carne, pesce, uova e legumi secchi; grassi da condimento; frutta e ortaggi; cereali e tuberi), al fine di aiutare i consumatori a distribuirli e dosarli con equilibrio nella propria dieta quotidiana. Una sezione spiega inoltre come leggere correttamente le etichette dei prodotti, per evitare sprechi alimentari e individuare allergeni e informazioni nutrizionali.

Grande spazio viene dato anche alla Dieta Mediterranea, ricchezza alimentare unica e sinonimo di una sana alimentazione e di un corretto stile di vita. Il concetto nacque negli Anni ’60 per opera di Ancel Keys, fisiologo statunitense che aveva osservato le abitudini alimentari di 7 paesi del mondo (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Usa, Jugoslavia) grazie al contributo di ricercatori locali.

Il concetto di Dieta Mediterranea non si limita però alla sua piramide alimentare: evoca anche «una serie di competenze, conoscenze, rituali, simboli e tradizioni concernenti la coltivazione, la raccolta, la pesca, l’allevamento, la conservazione, la cucina e soprattutto la condivisione e consumo di cibo». Su queste basi, l’UNESCO l’ha riconosciuta nel 2010 come “patrimonio immateriale dell’umanità”, ripartendolo unanimemente tra Cipro, Croazia, Spagna, Grecia, Italia, Marocco e Portogallo. Proteggere le tradizioni artigianali, tutelare il patrimonio alimentare e il territorio significa favorire la continuità di questa ricchezza. È una responsabilità che coinvolge tutte le realtà coinvolte nella filiera alimentare.

   

«Sosteniamo l’iniziativa comemangio.it perché crediamo che l’educazione alimentare sia determinante nel percorso verso una maggiore sostenibilità della nostra società. Le buone abitudini alimentari sono alla base della nostra salute, della salvaguardia dell’ambiente e contribuiscono alla lotta allo spreco; tutte priorità che il Gruppo sente e condivide volentieri con partner di valore come ALTIS». Maniele Tasca, Direttore Generale Selex Gruppo Commerciale

   

Perché l’educazione alimentare è importante

Educare le persone sull’alimentazione è fondamentale nell’ottica di sviluppare uno stile di consumo responsabile, che tiene conto degli impatti prodotti dalla filiera. I primi risultati delle iniziative indirizzate a questo scopo emergono specialmente tra i consumatori più giovani, che ripongono una maggiore attenzione verso la food safety e food security (salubrità e sicurezza alimentare).

   

«Oggi più che mai è importante fare educazione alimentare, per sviluppare una maggiore consapevolezza degli impatti sul nostro benessere a partire dalle scelte quotidiane. Con il loro progetto, Università Cattolica ALTIS e Selex Gruppo Commerciale si pongono in prima linea per promuovere l’informazione per un’alimentazione più sana e responsabile. Questo progetto rientra nell’ambito delle iniziative di collaborazione impresa-università che l’Alta Scuola sviluppa da 15 anni, con l’obiettivo di affermare un modo di fare business e management sostenibile, basato sul dialogo con gli stakeholder». Vito Moramarco, direttore di ALTIS e Professore ordinario di Politica economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

   

Selex Gruppo Commerciale è un esempio di quelle realtà che si stanno impegnando a costruire insieme una filiera più trasparente, garantendo alla propria clientela una certificazione della provenienza e della produzione degli alimenti. Sono temi di grande attualità, posti al centro della riflessione collettiva dagli obblighi nazionali e comunitari, ma anche da iniziative come l’Esposizione Universale di Milano del 2015. A cinque anni dall’evento, il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” risuona ancora come un’esortazione quanto mai urgente, che tocca vari settori e ambiti di intervento. Per questo motivo, l’educazione alimentare non deve essere circoscritta all’ambito nutrizionale, ma deve includere e abbracciare l’idea della sostenibilità, come suggerito nelle “Linee guida per l’educazione alimentare” pubblicate dal MIUR durante l’EXPO. La "Carta di Milano", eredità di questa Esposizione, ribadisce l’importanza dell’educazione in questo ambito e, parallelamente, riconosce il ruolo essenziale degli istituti scolastici e delle università.

   

L’alimentazione negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

L’educazione alimentare è inoltre inclusa negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, uno dei traguardi da raggiungere entro il 2030, come concordato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Il cibo tocca tutti i 17 Obiettivi, sia dal lato della produzione che del consumo, ed è intrinsecamente legato al concetto di sviluppo sostenibile (FAO, 2019). Nonostante gli impatti ambientali dipendano più che altro dalla fase di produzione, i consumatori hanno un peso nel processo, che dipende dalle proprie abitudini e scelte alimentari.

L’ONU ha rilevato che ogni anno circa 1/3 del cibo prodotto a livello mondiale – pari a 1,3 miliardi di tonnellate e del valore di circa 1 triliardo di dollari – finisce per essere buttato perché scartato da negozi e clienti o perché rovinatosi durante la raccolta o il trasporto. Secondo il Rapporto Waste Watcher 2020, ogni anno nelle case degli italiani si sprecano oltre 2.200.000 tonnellate di cibo, per una stima di 36,54 chilogrammi a testa e un valore di quasi 12 miliardi di euro, che salgono a più di 15 miliardi se sommati ai 3 miliardi 293 milioni di spreco della filiera.

Bisogna quindi agire su tutta la filiera del cibo per generare dei cambiamenti concreti e duraturi. Le numerose iniziative di sensibilizzazione sul consumo responsabile e sullo spreco alimentare stanno dando i primi frutti: aumentano le persone che si impegnano per cambiare le proprie abitudini e che diventano ambasciatori di un modo di vivere più sano e sostenibile.

   

Team di progetto
Il progetto è stato coordinato da ALTIS Università Cattolica, con la direzione scientifica del Direttore di ALTIS, il Prof. Vito Moramarco, e la supervisione della Dott.ssa Stella Gubelli, Responsabile dell’Area Consulenza di ALTIS. È stato sviluppato in collaborazione con i docenti della Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica, membri del Feed & Food Science and Nutrition Institute presieduto dal Prof. Francesco Masoero.

 

Articolo redatto da Erika Lisa Panuccio (ALTIS) il 7 maggio 2020

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