Come coniugare gestione del patrimonio, responsabilità etica e testimonianza evangelica? A questa domanda ha cercato di rispondere il convegno “Investimenti coerenti con la fede: una via da seguire per gli investitori cattolici”, promosso da ALTIS Graduate School of Sustainable Management dell’Università Cattolica del Sacro Cuore il 9 e 10 marzo 2026 nella sede di Milano, in partnership con BFF Bank, Candriam, Compagnia Privata SIM, Nummus.info e TAG – Tecnocasa Advisory Group.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti del mondo ecclesiale, studiosi, operatori finanziari e investitori istituzionali per riflettere sul significato degli investimenti coerenti con la fede (Faith-Consistent Investments, FCI), un approccio che considera il rendimento non come un obiettivo isolato, ma come parte di una visione più ampia, capace di integrare sostenibilità, responsabilità sociale e attenzione al bene comune.
Ad aprire i lavori, iniziati con l'intervento Elena Beccalli, rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (nella foto in apertura), è stata la consapevolezza che la finanza non sia neutrale: ogni scelta di investimento contribuisce infatti a sostenere modelli economici, sociali e culturali. Da qui l’urgenza, per gli investitori cattolici, di dotarsi di criteri di discernimento e strumenti operativi capaci di tradurre i principi della Dottrina Sociale della Chiesa in pratiche concrete di gestione patrimoniale.