RICERCA 27 febbraio 2026

Governance per la Transizione Sostenibile: i risultati finali del progetto GOST

Il progetto di ricerca PRIN GOST – Governance of Sustainable Transition giunge al termine con la presentazione dei risultati complessivi, frutto di un percorso pluriennale che ha coinvolto università, imprese e associazioni nell’analisi dell’evoluzione dei modelli di governance della sostenibilità in Italia. 

Ricerca governance per la transizione sostenibile aziende

Il progetto PRIN GOST – Governance of Sustainable Transition giunge al termine con la presentazione dei risultati complessivi durante un evento online che si è tenuto il 27 febbraio 2026. Il progretto di ricerca (PNRR per la Missione 4, Componente 2, Investimento 1.1. Avviso 1409/2022, Finanziato dall'Unione Europea - Next Generation EU) è un percorso pluriennale curato da un team di ricerca congiuto dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e dell'Università Luiss Guido Carli che ha coinvolto imprese e associazioni nell’analisi dell’evoluzione dei modelli di governance della sostenibilità in Italia. L'indagine si è svolta con il contributo e la collaborazione di ALTIS Graduate School of Sustainable Management e Sustainability Makers.

L’incontro conclusivo ha offerto una sintesi organica delle principali evidenze emerse, delineando con chiarezza come i processi decisionali, le strutture organizzative e le pratiche manageriali si stiano trasformando in risposta alle nuove sfide ESG.

Negli anni di ricerca, GOST ha osservato e analizzato come la sostenibilità – da istanza esterna o ambito specialistico – stia diventando un elemento strutturale del modo in cui le imprese italiane pensano il futuro, organizzano il proprio sistema di governo e prendono decisioni strategiche. Un cambiamento che attraversa le grandi quotate come le realtà familiari, le PMI e le imprese non quotate, ognuna con le proprie specificità e traiettorie evolutive.


LE IMPRESE QUOTATE: UNA GOVERNANCE SEMPRE PIÙ INTEGRATA 

 

Nelle società quotate emerge con particolare evidenza una progressiva istituzionalizzazione della sostenibilità. I comitati consiliari dedicati risultano più diffusi e con responsabilità ampliate, spesso includendo esplicitamente riferimenti a governance, rischi ESG e scenari di transizione.

Allo stesso tempo, gli indicatori di performance non finanziaria fanno sempre più parte dei sistemi di remunerazione del top management: diversity & inclusion, salute e sicurezza, riduzione delle emissioni, transizione energetica e qualità degli assetti ESG contribuiscono oggi in modo concreto alla valutazione dei risultati dei vertici aziendali. Particolarmente significativo è anche il crescente coinvolgimento diretto dell’Amministratore Delegato, spesso promotore e indirizzo strategico dei temi ESG: un segnale che la sostenibilità sta entrando nel cuore dei processi decisionali.

Tra gli elementi più rilevanti emersi vi è la crescente centralità delle risorse umane come abilitatrici della transizione sostenibile. Lavorare sulla sostenibilità significa, infatti, agire sui comportamenti organizzativi, sviluppare nuove competenze, creare convergenza tra funzioni e promuovere una cultura comune. Il rapporto continuo tra funzioni HR e Sustainability Manager diventa così cruciale per trasformare gli obiettivi strategici in pratiche operative, superare resistenze, facilitare l’allineamento interno e dare continuità ai processi di cambiamento.

 

L'analisi delle aziende FTSE-MIB è confluita nel volume “Corporate governance e sostenibilità – Il governo della sostenibilità nelle grandi aziende quotate italiane” (EGEA), a cura di Alessandro Zattoni e Marco Minciullo.


LE IMPRESE NON QUOTATE: GOVERNANCE FLESSIBILI DI FRONTE A TENSIONI COMPLESSE

 

Altro ambito di indagine del progetto sono state le imprese non quotate, dove i processi decisionali sono spesso più agili, meno formalizzati e più legati alla cultura organizzativa o alla leadership imprenditoriale.

Per interpretare le dinamiche di queste realtà, la ricerca ha adottato la teoria del paradosso, utile per leggere le tensioni tipiche dei percorsi di sostenibilità: tra breve e lungo periodo, tra flessibilità e formalizzazione, tra obiettivi economici e ambientali, tra esigenze operative e istanze degli stakeholder.

L'analisi mostra che la capacità di comporre queste tensioni – raggiungendo una “sintesi” tra obiettivi economici e sostenibili – aumenta quando più funzioni partecipano al processo decisionale, il vertice aziendale è coinvolto attivamente e la collaborazione interna prevale sulla mera delega o sui silos funzionali. Sorprendentemente, questa sintesi risulta più semplice nelle imprese di dimensioni minori, dove la vicinanza tra persone e ruoli decisionali favorisce un approccio più integrato.

All’interno delle imprese familiari, inoltre, emerge come la sostenibilità si intreccia con un tema identitario profondo: la legacy, intesa come responsabilità verso le generazioni future. Per molte di queste realtà, la sostenibilità non rappresenta soltanto un adeguamento normativo, ma una componente culturale radicata che guida le scelte imprenditoriali, la relazione con i territori, la gestione delle persone e il modello di sviluppo. La sfida è oggi trasformare questa eredità valoriale in processi strutturati, misurabili e trasmissibili, in grado di garantire continuità e competitività nel lungo periodo.

 

L'analisi delle imprese non quotate è confluita nel volume “Decidere per la sostenibilità aziendale. Modelli innovativi di governance nelle aziende non quotate italiane” (Franco Angeli), a cura di Marco Minciullo, Vittorio Capitani, Matteo Pedrini.


OLTRE LA RICERCA

 

La conclusione del progetto GOST non rappresenta un punto d’arrivo, ma l’inizio di nuove fasi di approfondimento. La transizione sostenibile è un processo in continua evoluzione. GOST ha voluto osservarne da vicino i meccanismi, le criticità, le innovazioni e soprattutto il potenziale trasformativo.

È ora nelle mani delle imprese continuare questo percorso, facendo della sostenibilità una leva strategica e un elemento distintivo della governance del futuro.


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